Uberto x Alba

Cucciolata H

nati l’11 Ottobre 2020

4 maschietti e 4 femminucce roano-marrone

Romeo x Bianca

Cucciolata G

nati il 28 Luglio 2020

5 maschietti bianco-arancio, 1 maschietto roano-marrone e 2 femminucce bianco-arancio

 

ROMEO x ALBA DI CASA DE MAURO

Cucciolata F

3 maschietti e 3 femminucce

Bianco-arancio

ROMEO x SARA

Cucciolata da ROMEO x SARA (Campionessa Italiana di Lavoro)

nati il 24 Luglio 2019

Musica da … Bracchi Italiani

Ciao Amici!

Ho deciso di essere parte del mondo social che in questo momento prova a fornire supporto morale e compagnia a seguito delle disposizioni nazionali per l’emergenza del momento.

Le nostre attività extra-cinofile sono passate a regime ridotto, dallo smart working a chiusure straordinarie, proprio come tutti voi.

Ieri però, una fantastica idea mi è giunta tramite alcuni amici: una playlist!

Prendetelo come un modo per farci compagnia, per condividere la musica che spesso ha portato ai nomi dei nostri cani, per canticchiare la musica che io canticchio ai miei cani,  per scambiarci pareri musicali, prendetelo come un altro modo per starci vicini…

Questo è il link della playlist, se avete consigli, come sempre saranno accettati e potremo ampliarla!

Quindi per oggi, come da intestazione, più che un #DiceAmerigo, vi lascio un #AscoltaAmerigo.

Buon ascolto!

Anno Nuovo, Pelo Nuovo!

 

Non so i vostri, ma i miei hanno deciso di iniziare la muta con qualche mese di anticipo (o di ritardo?).

Per esempio zia Bianca, non le si può passare una mano sul dorso che si alza una nube di pelo, bianco appunto.

Uberto? Idem…la cosa più fastidiosa è che poi gli si mischiano le macchie…cioè il bianco va sul marrone e il marrone sul bianco…fastidioso per uno che ha le macchie “disegnate”.

Amerigo fa peggio…i suoi si infilano come spine negli indumenti, nei sedili della macchina, nelle scarpe e nei calzini…li ho trovati anche nella ciotola del cibo.

In realtà, ci lamentiamo, ma i miei cani dopo la muta sono più belli del solito, forse anche i vostri. Il vecchio pelo viene sostituito da un pelo più forte, più fitto e, in alcune razze, anche più lungo.

Cominciamo con le domande, altrimenti che l’abbiamo scritto a fare questo post?

 

  1. Quanto dura la muta?

La risposta non è così confortante: può durare dalle 6 alle 8 settimane, ma può variare in funzione di alcuni fattori da non sottovalutare, per esempio se vive in casa o all’aperto o se il suo pelo è tendenzialmente lungo o corto, liscio o riccio.

 

  1. Troverò il mio cane senza pelo?

A me non è mai successo, ma questa cosa non è da escludere. Tuttavia, il cane non sarà mai nudo perché il pelo perso è già sostituito con quello in crescita (anche se le razze nude, vedi Xoloitzcuintle, a me piacciono davvero molto e forse mi risolverebbero questo problema).

 

  1. Cosa possiamo fare per aiutare il nostro peloso, ma soprattutto per evitare di trovare gomitoli sparsi per casa?

Questa risposta è facile: spazzolarlo! Non c’è limite alla spazzola, al godimento di Amerigo e al pelo che si stacca! Nei negozi per i pet troviamo milioni di tipi di spazzole, ovviamente scegliete quella che vi aggrada di più, io ho trovato la mia pace con i Guanti Spazzolanti. Questo nome l’ho chiaramente inventato io, che non ho bisogno di pettinare o strippare il pelo, quindi mi basta qualcosa che faccia sufficientemente attrito per tirar giù il pelo morto.

 

  1. Posso fare qualcosa con i peli ammassati in ogni angolo della mia casa?

No, mi dispiace. Armati di aspirapolvere, rotolo adesivo (li rubo spesso a mamma, se volete ve ne presto qualcuno), asciugatrice per i vostri panni e combattete la vostra personale lotta contro i peli del vostro cane…tipo una vecchia pubblicità del Panno Swiffer.

 

Buon divertimento amici!

Perchè Amerigo dice NO AI BOTTI!

Abbiamo i social invasi da slogan, articoli, immagini raccapriccianti e storie che testimoniano quanto siano dannosi i botti, tipicamente di Capodanno, ma in realtà di tutto il periodo Natalizio.

Poi ci sono loro, i finti cultori della salute dei cani, quelli che tutto loro capiscono e tutto loro sanno.

Chiaramente, scrivendo di una razza come il Bracco Italiano, da caccia, abituata allo sparo, anche io mi sono detta che non fosse un mio problema, i miei cani non hanno alcun problema con gli spari, con i rumori…con il Capodanno. NON È COSÌ!

Li ho osservati, quando sono sui terreni di caccia, uno sparo li elettrizza, dà loro una scarica di adrenalina che li fa scattare e la loro coda non mostra alcun segno di paura. Lo stesso cane, se sente uno sparo DEL QUALE NON CAPISCE IL MOTIVO l’ho visto con la coda in mezzo alle zampe, la schiena curva e lo sguardo spaventato. Lo stesso cane! Come spesso capita, mi sono chiesta il perché. E ho cercato, ho letto, ho fatto domande…e ho avuto delle risposte.

Allora questo post vuole essere polemico, critico e schietto, verso chi ogni anno, invece di tacere, deve dimostrare la sua ignoranza continuando a sostenere che cani da caccia, cani della polizia e altri “lavoratori” non hanno paura dei botti, che solo le “donnette” soffrono per questa goliardica tradizione di fare rumore…

La ragione più ovvia è che TUTTI i cani hanno un udito molto più raffinato di quello umano, inoltre il loro canale uditivo consente di identificare chiaramente la direzione da cui proviene il suono. Nel caso dei botti di capodanno, vi faccio notare che non si tratta di uno solo, isolato, come lo sparo di un fucile, ma di una raffica di esplosioni molto forti, è impossibile per loro stabilire di che rumore si tratti, dargli una “spiegazione” e una precisa direzione, perché la scienza insegna che nel caso di una esplosione lo sbalzo di pressione è multidirezionale, causa uno stato di disorientamento dovuto alle orecchie e al senso di equilibrio che viene letteralmente scosso in quel momento. Succede anche a noi umani, ma noi sappiamo dove e perché, lì abbiamo visti da bambini e sappiamo prevedere lo scoppio…e siamo quasi sordi in confronto ai nostri cani.

(Ah è lo stesso effetto che fanno fulmini e tuoni, tamburi e bande musicali)

Questione numero due: stimoli visivi. Che figata lo spettacolo pirotecnico di luci e colori, sono d’accordo con voi, ma come spiegare ai cani cosa sta succedendo nei cieli? Flash consecutivi e accecanti, poco divertenti e artistici per i loro gusti, illuminano la notte. Per noi è normale, bello e spettacolare, ma per loro?

Non sottovalutiamo la questione palpitazioni. Stasera, o durante i prossimi spettacoli pirotecnici, fateci caso: il vostro cuore cambia il modo di pulsare. È normale. Il nostro sistema nervoso è fatto per scappare di fronte ad una esplosione, ma noi non lo facciamo per gli stessi motivi di cui sopra. I nostri amici a quattro zampe, non hanno un cuore come il nostro, non funzionano come noi, le loro palpitazioni possono causare una morte immediata, sperando non succeda, tuttavia, lo stato di stress e agitazione può portare il cane a sviluppare comportamenti compulsivi e autolesionistici, o semplicemente terrorizzarlo.

 

Non lo so se ora è chiaro perché anche il migliore dei cani da caccia potrebbe aver paura dei botti.

A caccia, di solito, lo sparo è uno, o due, o comunque pochi, di intensità sonora molto ridotta, ma soprattutto il cane è impegnato mentalmente, è concentrato, lo sparo è percepito quasi come un premio.

Chiudo la mia polemica con una serie di motivi per cui, a prescindere dai cani, i botti sono una stronzata:

  1. Questione economica: state facendo esplodere e saltare in aria un bel po’ di soldi per una cosa di cui non vi resterà nulla.
  2. Questione architettonica: vibrazioni e polveri dei vostri botti danneggiano il nostro patrimonio artistico ed architettonico, ci avete mai pensato?
  3. Questione ambientale: ci lamentiamo tanto dell’inquinamento dei mari, dei pesci morti ecc. ecc. e poi lasciamo cadere tutto nelle nostre acque, compresi gli inesplosi.
  4. Questione ambientale n.2: ci lamentiamo tanto della spazzatura nelle strade, proviamo a guardarci intorno alle 00.01 stasera, che ci sta di merda a terra? La colpa è dei cani che fanno la cacca, del netturbino che deve starvi attaccato per raccogliere quello che lasciate, del sindaco e del piano dei rifiuti o della tua testa di uovo?
  5. Questione domani mattina: qualcuno ha mai pensato al povero netturbino che mentre noi staremo smaltendo la sbronza del Primo Gennaio, passerà domani mattina, prima che la città si svegli, a raccogliere gli inesplosi che avrete lasciato? E a quel poverino, magari i botti fanno pure schifo.

Ho volutamente omesso le solite storie di mani saltate all’aria e occhi persi, di bambini che perdono le mani o di quanti finiranno con le mani bruciate, perché di quelle mi hanno riempito la testa fin da piccola, ma forse con voi non hanno effetto.

Ora che ho concluso la mia polemica e ho provato a raccontarvi i motivi  per i quali IO sono contro i botti di capodanno, vorrei ringraziarvi, perché leggete quello che scrivo, a volte mi scrivete e spesso me ne parlate. Grazie perché sempre più spesso ci chiedete di venire a conoscere noi e i nostri cani, mi parlate di Amerigo e delle storie che io vi racconto. Mi fermate per strada per salutarvelo, mi chiedete di lui e ci supportate in ogni momento dell’anno.

Nel promettervi che il 2020 sarà un anno ricco di Bracchetti e di storie, vi voglio augurare un anno pieno di informazioni, di curiosità e di fake news da smascherare. Non fatevi ingannare da tutto ciò che si legge sui social, non fatelo nemmeno per quello che scrivo io. Cercate, ricercate e ricercate finché tutti i vostri “perché” avranno una risposta.

 

 

Ciao caro 2019, è giunto il momento di lasciarti andare.

Sei il benvenuto 2020, ti stiamo aspettando.

#noabbandono

Abbiamo deciso, questa volta, di non perderci in tante chiacchiere, Di sbattervi in faccia la nuda e cruda verità.

I dati sono davvero allarmanti: si parla di circa 150 000 cani abbandonati ogni anno, il picco lo si raggiunge nel periodo estivo.

La maggior parte di loro muore per le cause facilmente immaginabili:

  • stenti
  • caldo
  • investiti
  • causano incidenti
  • depressione.

Vagano disorientati per strade e posti desolati, in cerca acqua, qualsiasi cosa commestibile, ma soprattutto in cerca della bestia che li ha abbandonati.

Sì, perché le vere bestie siamo noi umani, molto più spesso di quello che si pensi.