Finalmente a casa, grazie ad un VACCINO!

Vi sto scrivendo dal divano di casa, su cui sono seduta in una posizione, anche non troppo comoda: Amerigo è raggomitolato sulle mie gambe e il mio computer è in equilibrio precario, ma ho il cuore pieno di gioia e speranza, convinta delle mie idee e certa di aver fatto, anche in questo caso, tutto ciò che era in mio potere.

Circa dieci giorni fa il cucciolo Amerigo (tre mesi e mezzo) ha avuto un episodio di vomito. “Nulla di strano!” mi direte, e io sarei stata d’accordo con voi: il vomito nei cani, soprattutto nei cuccioli, non è patologico, inutile allarmarsi.

La mia giornata è continuata nel modo più normale di sempre, il problema è stato al mio rientro a casa: il cucciolo era abbattuto, non è corso alla porta, niente feste, non aveva mangiato o bevuto, aveva vomitato. Tanto.

Immediatamente siamo corsi in clinica. Qui l’hanno visitato e tempestivamente attaccato ad una flebo di fluidi perché Amerigo era molto disidratato. Dopo aver controllato il libretto sanitario e avermi fatto domande su tutto, hanno deciso di ricoverarlo per monitorare la nottata perché anche a loro (pur non conoscendo l’euforia solita) il cane è sembrato molto abbattuto.

Lascio alla vostra immaginazione l’ansia, i pensieri, il dolore di quella notte, fino alla mattina in cui ho dovuto fare la fatidica telefonata: il responso è stato PARVOVIROSI.

Per chi non la conoscesse, vi copio e incollo ciò che il mondo del web dice a riguardo:

  • “una malattia infettiva che può colpire gravemente i cuccioli, provocando letargia, febbre, vomito e diarrea sanguinolenta” (European Medicines Agency);
  • “La parvovirosi canina è una malattia infettiva di origine virale del cane, conosciuta anche come gastroenterite […]provocando una grave enteriteemorragica; si ha febbreanoressia e depressione, poi vomito e diarrea, con feci grigio-giallastre spesso striate di sangue e una forte dolorabilità addominale. Il decorso dipende dall’età del cucciolo: i più giovani sono colpiti da forme acute od iperacute, ad esito mortale se non si interviene rapidamente reintegrando acqua ed elettroliti persi” (Wikipedia)

 

Sì, avete letto bene, nei cuccioli più giovani si manifesta in forme acute o iperacute “ad esito mortale”.

Sono stati giorni duri, lenti e molto tristi. Amerigo ha avuto una forma acuta e lunga, per non farci mancare nulla. Però adesso è a casa, dovrà continuare le terapie, che prevedono un’enorme dose di coccole, bacini e carezze, per poi tornare per la visita di controllo, però è a casa, qui accanto a me che sonnecchia sul divano.

 

C’è un motivo per cui vi sto raccontando questa storia e risiede in quella che è stata la mia unica speranza in questi giorni, risiede in quella che è stata la salvezza di Ame. I suoi vaccini. Amerigo è vivo e ne verrà fuori solo perché il suo vaccino ha fatto effetto.

Voglio dirvi una cosa: avete il dovere, etico e sociale, di vaccinare i vostri cani, cuccioli e adulti! Non sono una veterinaria e non ho le competenze per spiegarvi come e perché, ma TUTTI, proprio tutti quelli con cui ho parlato in questi giorni mi hanno detto, scritto, ribadito e confermato che ciò che ha consentito al mio cane di passare questa fase acuta sono stati i vaccini consigliati dal nostro veterinario di fiducia.

Amerigo e i suoi fratelli (e tutti i cuccioli che nasceranno nel nostro allevamento) sono stati vaccinati con il VERSICAN PLUS DHPPi, che si usa per proteggere i cani dal Cimurro, Adenovirus di tipo 1, Parainfluenza e Adenovirus di tipo 2 e Gastroenterite canina. Allora perché lui l’ha presa? I veterinari che l’hanno curato in questo periodo mi hanno detto che il virus che l’ha contagiato è una “evoluzione” del Parvo virus conosciuto e l’unico per cui ancora non esiste vaccino specifico, ma la copertura è bastata a ritirarlo sù.

 

A titolo informativo vi illustro la sintomatologia della malattia così che, spero mai, possiate intervenire tempestivamente se doveste incappare in questa bruttissima malattia.

  • Vomito (nel nostro caso giallastro e schiumoso);
  • Diarrea (spesso emorragica, ma non quando era ancora con me );
  • Dolori addominali;
  • Depressione e scarso interesse per il cibo.

Non voglio entrare in merito ai dibattiti su vaccini o non vaccini (canini e/o umani) anche perché la mia posizione credo che a questo punto sia abbastanza chiara.

Questo post vuole essere solo il racconto di un’esperienza brutta, dalla quale noi verremo fuori tra un po’, speriamo, e magari potrà servire ad evitare a qualche altro cane le sofferenze che ha patito il mio cucciolo.

 

Nella speranza che possa tra qualche giorno raccontarvi delle nostre corse al parco e delle grandi scorpacciate che si fa Amerigo, fiduciosa che qualcuno riuscirà a trovare un vaccino anche per questo mostro, fermamente convinta che non esiste giorno in cui io sarò tranquilla con i miei cani, grata, infinitamente grata, a chi ha curato il mio cucciolo, vi ribadisco un concetto importantissimo: V A C C I N A T E ! ! !

Una risposta a “Finalmente a casa, grazie ad un VACCINO!”

  1. Quando l’anno scorso ho avuto 7 weim blue e grigi il mio incubo ricorrente era che morissero tutti di gastroenterite. Ero così terrorizzata da chiedere al mio vet di fare i vaccini nel periodo in cui si fanno ai cuccioli nati in grandissimi allevamenti e dove il rischio di contagio è altissimo ( i miei sono nati in una villa privata con nessun altro cane intorno a parte la mamma e due pincher amanti del divano e del letto). Poi è successo che ad una cucciola delle mie a 4 mesi e mezzo, aveva già cambiato casa da più di un mese) è venuta la gastroenterite. Da quello che so è sopravvissuta solo perché era già abbondantemente vaccinata. Dunque concordo totalmente con te: sì ai vaccini, tutti!

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